Marina di Ginosa. Caso Porto Canale al centro del Consiglio Comunale: “Interrogazione della consigliera Ratti sulla continuità dei servizi.” Just tv

25/07/2026

Nel corso del Consiglio comunale del 23 luglio, la consigliera comunale Patrizia Ratti ha presentato un'interrogazione sulle criticità che interessano l'area di Porto Canale, la foce del torrente Galaso e la sicurezza idraulica, soffermandosi anche sulla continuità dei servizi e sulla tutela del turismo a Marina di Ginosa.

L'interrogazione nasce a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini dopo la cessazione dell'attività del precedente gestore dell'area.

Nel suo intervento, Ratti ha ricordato che, a suo dire, il TAR avrebbe confermato la facoltà del Sindaco e dell'Amministrazione comunale di procedere con un affidamento temporaneo per garantire l'interesse pubblico e la continuità dei servizi.

La consigliera ha inoltre evidenziato che entro il 25 luglio il gestore avrebbe dovuto liberare il sito e ha ricordato come, negli anni, la gestione dell'area abbia assicurato servizi ritenuti essenziali, tra cui la postazione del 118, il presidio costante della foce del Galaso e altre attività connesse alla sicurezza del territorio. Per questo ha chiesto all'Amministrazione quali misure siano state predisposte per evitare l'interruzione di tali servizi e chi se ne occuperà dopo il rilascio dell'area.

Il sindaco ha risposto annunciando che fornirà una risposta scritta, considerata la complessità delle questioni sollevate e la presenza di procedimenti giudiziari ancora in corso. Il primo cittadino ha precisato che il TAR di Lecce, a suo avviso, non si è espresso sulla continuità amministrativa della gestione, ma esclusivamente sulla questione cautelare relativa al rilascio e allo sgombero delle aree.

Nel corso della replica, il sindaco ha affrontato anche altri aspetti della vicenda, parlando dell'assenza dei necessari titoli autorizzativi, dei controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto su altre strutture balneari e dei sit-in organizzati nelle ultime settimane. Ha inoltre sostenuto che il provvedimento non riguarderebbe una concessione demaniale, bensì un titolo autorizzativo che, secondo quanto riferito, la Regione avrebbe ritenuto non rientrare nelle proprie competenze. Il primo cittadino ha infine ribadito che l'Amministrazione ha garantito la continuità della stagione balneare attraverso le verifiche ritenute necessarie.

Nella replica, la Ratti ha contestato la risposta del sindaco, sostenendo che non siano stati forniti chiarimenti sulle domande poste. "Ha detto di tutto e di più, ma non ha risposto alle nostre domande. Da domenica chi monitorerà la foce del Galaso, oggi quasi completamente ricoperta di sabbia? Chi garantirà la continuità dei servizi e delle attività turistiche e nautiche?", ha dichiarato la consigliera.

Ratti ha inoltre osservato che l'Amministrazione era a conoscenza da circa cinque mesi della necessità di sgomberare l'area e che, a suo giudizio, avrebbe dovuto predisporre per tempo un'organizzazione per la gestione successiva. Ha quindi lamentato che le interrogazioni dell'opposizione non ricevano risposte immediate da poter riferire ai cittadini, chiedendo formalmente una risposta scritta.

Il sindaco ha quindi replicato affermando che, per alcuni servizi, è già stata individuata una soluzione alternativa. Ha inoltre dichiarato che alcune affermazioni della consigliera potrebbero risultare dannose per chi ha sollecitato l'interrogazione, aggiungendo che, prima di parlare di attività come il noleggio di imbarcazioni, sarebbe opportuno verificarne l'effettiva autorizzazione.

La nota di Porto Canale

Nel frattempo, anche Porto Canale, soggetto direttamente coinvolto nella vicenda, è intervenuto con un comunicato stampa.

"Nessuno parla di proroghe automatiche o di soluzioni dovute", si legge nella nota. "Il punto è un altro ed è scritto chiaramente nel provvedimento del TAR dell'11 giugno: i giudici hanno confermato che il Sindaco e l'Amministrazione hanno la piena facoltà di concedere un affidamento temporaneo per tutelare l'interesse pubblico e garantire la continuità del servizio nelle more delle decisioni definitive."

Secondo Porto Canale, la possibilità amministrativa e legale per evitare il blocco estivo sarebbe sempre stata nelle mani dell'Amministrazione comunale. La società sostiene inoltre che, il 12 giugno, il proprio legale abbia protocollato una richiesta ufficiale di incontro per valutare questa soluzione, senza ricevere risposta fino al 10 luglio, quando sarebbe arrivata una diffida ad adempiere.

Nel comunicato si precisa inoltre che tale richiesta sarebbe documentabile, mentre il presunto confronto del mese di maggio, di cui la società afferma di essere venuta a conoscenza soltanto attraverso i social network, "non è mai esistito e, soprattutto, non poteva esserci in virtù di un giudizio pendente".

Porto Canale aggiunge di aver richiesto più volte incontri, anche tramite i propri legali, preferendo un confronto diretto piuttosto che affidare una questione così delicata ai social.

"Amministrare significa anche assumersi la responsabilità delle proprie scelte: la facoltà di trovare una soluzione temporanea c'era, è mancata la volontà di sedersi a un tavolo per attuarla. Le responsabilità saranno accertate nelle sedi opportune. Noi restiamo, come sempre, disponibili al dialogo per il bene della comunità e dei diportisti", conclude la nota.

Infine, Porto Canale solleva un ulteriore interrogativo: "La linea di demarcazione demaniale è stata modificata nel 2015 e non nel 2021. Se dal 2021 non esisteva alcun titolo, come mai nel 2022 ci è stata consegnata ufficialmente la Bandiera Blu?".


M.C.O.