Taranto: "Ex Ilva, la Cassazione «spegne» gli altiforni."

29/10/2026

"L’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o recare danno alla salute all’ambiente e alla sicurezza". Così la Corte di Cassazione che ha rigettato tutti i ricorsi, sia quelli di Acciaieria d'Italia e sia quelli di Ilva in amministrazione straordinaria contro lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto. Resta valido e diventa definitivo il decreto della Corte d’Appello di Milano che lo scorso luglio aveva disposto il fermo a causa dell’impatto inquinante dello stabilimento siderurgico sul territorio. 

Le parole del sindaco di Taranto:
"La chiusura dell’area a caldo è una condizione che non possiamo più ignorare per almeno due motivi: serve mettere al sicuro il territorio, con le bonifiche, evitando che gli impianti fermi si trasformino in un ulteriore rischio per la salute pubblica; servono risposte occupazionali per gli operai diretti e dell’indotto, affinché il territorio non subisca un impoverimento irrecuperabile. Aspettiamo un segnale, quindi, che vada ben oltre quanto disposto con l’ultimo decreto, perché Taranto non può permettersi ulteriori fratture tra diritti costituzionalmente garantiti.

Nessuno si salva da solo, né chi giustamente rivendica condizioni ambientali e sanitarie adeguate, né chi lotta per un salario dignitoso. Abbiamo detto più volte che la città non può essere lasciata da sola: per chi ha responsabilità in tal senso, è arrivato il momento di dimostrarlo con i fatti."