Matera: "Muore il maresciallo Ambrosecchia." Just tv

05/01/2026

La morte del maresciallo dei carabinieri Angelo Ambrosecchia, rinvenuto senza vita in una casa di campagna della contrada La Martella. Il rinvenimento nel pomeriggio di ieri. Il militare era in servizio nella città dei Sassi. Le indagini e gli accertamenti sul caso sono state affidate alla Polizia di Stato.

Ma ecco il ricordo del maresciallo Ambrosecchia riportato sulla sua pagina Facebook dal dirigente del Sindacato Carabinieri Vincenzo Incampo.

“L’anno per me inizia nel modo più doloroso – ha scritto Incampo. È di poche ore la notizia che a Matera abbiamo perso un collega. Il primo del 2026.

Lo conoscevo e come sindacalista avevo seguito una sua vicenda che gli stava causando forti malumori.

Ho scritto più volte agli organi competenti e lui stesso aveva intrapreso i percorsi gerarchici previsti.

Nonostante tutto questo, non siamo riusciti a risolvere quella situazione.

Ed è così che mi porterò dentro un peso enorme.

Mi chiedo se avessi potuto fare di più, capire meglio, cogliere segnali che forse non ho visto. È una domanda che fa male, molto male.

Ma non posso ignorare un’altra verità: siamo immersi in una macchina burocratica che spesso schiaccia le persone, che fatica a leggere il disagio, che non riesce a intervenire con la tempestività e la sensibilità necessarie.

E quando il sistema non comprende, quando non ascolta davvero, qualcuno resta solo.

Un’altra verità è che la strada, nel mondo sindacale militare, è ancora lunga per poterci ergere a difensori dei colleghi.

Lunga anche perché dall’altra parte troppo spesso il personale viene trattato come una pratica da evadere, non come una storia da ascoltare.

Lunga perché le istituzioni più complesse come la mia faticano a immergersi davvero nelle singole realtà, nei disagi quotidiani, nelle fragilità che non compaiono nei report ma che consumano le persone e gli strumenti a nostra disposizione spesso sono esigui.

Non cerco assoluzioni ma porto con me il peso di ciò che probabilmente non siamo riusciti a trattare adeguatamente.

Porto anche la consapevolezza che finché si continuerà a guardare i colleghi solo attraverso procedure e fascicoli, continueremo a perdere qualcosa di essenziale: l’umanità del servizio e la dignità di chi lo svolge ogni giorno.

Eppure il nuovo comandante dell'Arma il generale Luongo sembra una persona alla mano, oppure – ha concluso Incampo - le istanze non le portano alla sua attenzione”.