Noi lavoratori della Ecologistic S.p.A. sentiamo il dovere di prendere la parola per difendere una storia che riguarda tutti, la storia della rinascita dell’ex stabilimento Miroglio di Ginosa, oggi diventato un modello di rigenerazione industriale in uno scenario nazionale segnato dalla desertificazione. Troppo spesso si dimentica da dove siamo partiti: di quella struttura era rimasto solo lo scheletro, un guscio vuoto lasciato all'incuria e ai ladri che avevano portato via ogni impianto, dagli infissi all’impiantistica elettrica ed idraulica. Se oggi quel sito è un cuore pulsante, lo si deve a investimenti coraggiosi, fatti di milioni di euro di risorse proprie della società e del sostegno dei fondi regionali e comunitari, che hanno trasformato un rudere in una fabbrica di ultima generazione dove produciamo materia prima rigenerata e packaging per l’ortofrutta e in futuro per il settore alimentare.
La nostra esperienza ci ha insegnato che la vera e unica garanzia per le nostre famiglie non risiede nelle verifiche burocratiche fini a se stesse, ma negli investimenti futuri che l’azienda intende attuare, certi che non produrranno quegli effetti catastrofici che qualcuno si affanna a sbandierare con toni allarmisti. In questo contesto, viviamo un paradosso doloroso che ferisce la nostra dignità di genitori e cittadini: oggi siamo costretti ad accettare passivamente che i nostri figli, pur di trovare un impiego dignitoso, debbano trasferirsi in città del Nord sature di cemento e inquinamento, e siamo persino costretti a dirci felici per loro perché almeno hanno un lavoro. È un controsenso inaccettabile che, proprio qui a casa nostra, si provi ad affossare una realtà che la natura la tutela concretamente attraverso il riciclo della plastica, trasformando i rifiuti in nuova risorsa; chiamarlo "ecomostro" è un insulto alla verità, poiché il nostro lavoro è l’essenza stessa dell’ecologia e della salvaguardia ambientale. Solo dei folli metterebbero a rischio quanto di buono è stato costruito e quanto si intende ancora realizzare nel settore del packaging alimentare.
Vogliamo ricordare a chi oggi parla, forse per giovane età o per scarsa memoria, che la disponibilità di questo stabilimento non è stata una concessione benevola di Miroglio, ma il risultato di oltre dieci anni di sacrifici, battaglie sindacali e tavoli ministeriali tra Alba, Roma e Bari. Senza la nostra pressione costante e il supporto delle istituzioni e della stampa, oggi questo stabilimento semplicemente non esisterebbe più. Siamo stati noi, undici anni fa, a scegliere di affidare il sito al progetto di “Logistic&Trade”, oggi “Ecologistic S.p.A.”, dirottando il loro interesse originario da Castellaneta a Ginosa e suggerendo di inserire il recupero della plastica differenziata per salvare il maggior numero di posti di lavoro possibile. Fu una decisione unanime e lungimirante che oggi dà stabilità a circa 300 famiglie con contratti regolari. Fa male, oggi, sentire qualcuno parlare di questa realtà quasi con disprezzo, fomentando dubbi nella cittadinanza o rispolverando vicende giudiziarie finite in una bolla di sapone solo per questioni ideologiche che sanno tanto di “diversivo” per distogliere l’attenzione dei cittadini dal dilagante malcontento.
Vedere etichettato come "ecomostro" il luogo che ci dà dignità, senza che sia mai stato accettato un confronto pubblico sui progetti reali, è inaccettabile. Noi non siamo mai stati spettatori passivi, ma parte attiva di questo percorso; per questo manifestiamo grande preoccupazione per l’atteggiamento di una parte politica che produce solo incertezza, incidendo negativamente sulla nostra serenità. Si dice che nessuno sia profeta in patria, e infatti siamo certi che questa realtà, in qualunque altra città, sarebbe stata accolta con tutti gli onori del caso, anziché essere usata come bersaglio. Non permetteremo che il pregiudizio o gli interessi di parte distruggano ciò che abbiamo ricostruito con il sudore e la dignità: la nostra fabbrica non si tocca, perché difendere Ecologistic significa difendere il diritto dei nostri figli di restare nella propria terra e auspichiamo la nascita di altre realtà come la nostra che possano far risorgere questa comunità abbandonata a se stessa.
I lavoratori di Ecologistic S.p.A.